Proiettili: ma con narcotico e immuno-sterilizzazione!

Condividi questa pagina e fai conoscere Zandra ai tuoi amici

Proiettili: ma  con narcotico e immuno-sterilizzazione.

“Io avrei già risolto il problema in modo diverso”.

Genova,  Saba Wesser è la Presidente dell’associazione Zandra, in difesa dei diritti degli animali e alla tutela dell’ambiente, nonché fondatrice e creatrice del gruppo ‘Save the Boars’ nato nel 2016. Saba segue in modo particolare gli ungulati presenti sul territorio genovese, e coadiuvata da un team di esperti, lancia una proposta agli organi competenti: “sparare Narcotico e procedere con la immuno-sterilizzazione”.

“Viviamo da diversi anni una situazione in cui alcuni cinghiali scendono in città. Questo è il risultato di una cattiva gestione della fauna selvatica, di battute di caccia nelle zone adiacenti ai centri urbani, (ricordiamo che la Liguria è situata morfologicamente in un’area stretta e lunga, con circa il 72% di territorio boschivo, e l’edilizia ha costruito ai piedi dei boschi). Il continuo foraggiamento da parte di alcuni residenti, che nonostante il divieto di dare cibo, continuano ad abituare e urbanizzare questi ungulati”.

Le introduzioni a fini venatori hanno infatti ingigantito il problema, in particolare sono stati introdotti cinghiali importati dall’Est Europa, di taglia più grossa e particolarmente prolifici.

Già nel 2016, aveva proposto la  immuno-sterilizzazione dei cinghiali. Ad esempio si poteva fare un primo ‘esperimento’ all’interno del torrente Bisagno, dove risiedono alcune famiglie da diversi anni, che essendo scappate dalla caccia sulle alture genovesi, hanno trovato un rifugio sicuro.

Anche per colpa di una malattia dei castagni, una forte siccità in cui anche la Regione Liguria ha proclamato la stato di calamità. “Se già si fosse intervenuto con la sterilizzazione mediante il vaccino pillola Gonacon, si sarebbe potuto mantenere il controllo sulle nascite future. Oggi non avremmo tutte queste cucciolate e i cinghiali si sarebbero ridotti notevolmente, morendo di vecchiaia”.

Si sarebbe risolto il problema del sovrannumero degli ungulati, e soprattutto se nessun cittadino  avesse continuato  a fornire cibo, non ci sarebbe la loro presenza in città.

Questo vaccino, il Gonacon TH, impedisce l’attività sessuale del cinghiale e non avrebbe conseguenze sugli animali.

E’ stato realizzato da una ricerca americana e sperimentato in Gran Bretagna dalla ricercatrice italiana Giovanna Massei, per contro del  Food and Environment Research Agency di York proprio per la fauna selvatica.

Una cosa interessante di questo vaccino, è il fatto che può essere somministrato per via orale, tramite un dispositivo mirato, a forma di cono di ferro del peso di circa 5 chili, in modo che il muso del cinghiale possa sollevarlo e quindi cibarsi con il vaccino proprio per lo scopo di cui sopra.

Il vaccino inoltre, promette la sterilizzazione del 92% dei cinghiali in 4-6 anni.

L’unico modo che sino ad oggi è stato utilizzato è l’abbattimento, in quanto di per sè non costa molto…

Ma vi sono altre soluzioni alternative:

Uno dei passi principali e fondamentali,  è vietare l’allevamento dei  cinghiali, o quantomeno,  obbligare l’introduzione di microchip agli esemplari giovani, quali cuccioli, e  se non si è in grado di garantire questo percorso allora non si fa l’allevatore.

Sospensione degli abbattimenti: è stato ampiamente dimostrato, come la caccia sia uno dei responsabili sul rinforzamento degli ungulati, e che anni e anni di uccisioni non hanno portato a nessun risultato positivo.

Sostenere le recinzioni nelle coltivazioni di pregio per tutelarle e  proteggerle. Si eviterebbero dei costi di risarcimento danni in richiesta alle Regioni. Un nuovo regolamento normativo con agevolazioni fiscali e adeguamento delle aziende agricole, comporterebbe un quasi certo successo nella crescita agricola, senza aver i propri campi ‘devastati’ da intrusi.

L’essere umano ha antropizzato l’ambiente, e le zone libere non ci sono più.

Bisogna comprendere che gli animali hanno anche loro il diritto di vivere e quindi bisogna coesistere nello stesso pianeta.

“La natura sarà anche crudele, ma se non vi è cibo ne acqua, gli animali selvatici non vanno in calore, poiché d’istinto sanno che non potrebbero garantire la vita alla propria prole. Il giusto equilibrio e la volontà di fare una scelta non cruenta”.

Mentre per quanto riguarda la telenarcosi,  i cacciatori  potrebbero essere utili per il controllo della fauna, sparando proiettili contenenti narcotico,  in  modo che gli ungulati verrebbero addormentati (e quindi non uccisi), e trasportati in zone adeguate lontano dal centro urbano, in oasi protette o santuari. (ripristino delle recinzioni sulle alture).

Qui si potrebbe procedere alla sterilizzazione mediante dispenser o nel caso di telenarcosi, somministrando il vaccino per via locale, e quindi impedire di riprodursi.

Sarebbe opportuno una tavola rotonda con le associazioni, con le Usl, il Comune, la Regione e i Parchi per valutare questa soluzione etica, non cruenta, collaborando insieme ed evitare gli abbattimenti.

Ogni anno vengono investiti dei soldi per il controllo della fauna selvatica, ma sarebbe opportuno investire diversamente tali risorse. Vero è, che con un proiettile si risolve velocemente la cosa,  ed è la soluzione che costa meno, ma è ingiusto e non corretto. Con circa 150 mila euro è possibile raddrizzare la situazione e mantenere il controllo sulle nascite future.

E’ ampiamente dimostrato come la caccia non sia la soluzione. Infatti il numero dei cinghiali non è affatto diminuito, anzi,  tende a crescere e a rafforzarsi proprio laddove si fa maggiore ricorso agli abbattimenti. La caccia provoca la destrutturazione sociale nei branchi di cinghiali, causando la dispersione degli individui e favorendo la riproduzione delle femmine più giovani.

Alcuni studi effettuati in Francia da Vassant e in Svizzera da Moretti, fanno luce su come la pressione venatoria aumenta la prolificità degli ungulati. Quindi una Soluzione o più soluzioni non cruente, sarebbero al contrario molto efficaci.

 

 

 


Condividi questa pagina e fai conoscere Zandra ai tuoi amici

Autore dell'articolo: