LA CIVETTA

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SIMBOLISMO E CARATTERISTICHE DELLA CIVETTA

Il suo nome scientifico è Athene Noctua ed è un uccello rapace notturno per eccellenza, (come il gufo), appartenente alla famiglia degli Strigidae, vede nell’oscurità ed è attivo durante la notte,  ma in realtà può essere attiva e vigile anche nel resto della giornata.

E’ lunga circa 21–23 cm, con una apertura alare di circa 53–60 cm e un peso che varia da 100 a poco più di 200 grammi.
Ha forme tozze, il capo è largo e appiattito senza i ciuffi auricolari tipici del gufo, i suoi occhi sono di colore giallo intenso e le zampe lunghe sono in parte rivestite di setole.La parte superiore è grigio-bruno macchiata di bianco mentre in quella inferiore è prevalente il bianco, macchiato di bruno.

La civetta ha vissuto momenti di gloria e di amarezza nel suo rapporto con l’uomo.
E’ simbolo della saggezza e della sapienza ancestrale, di magia, mistero e preveggenza, ad esempio nelle culture indiane d’America la civetta, veniva definita anche come “l’aquila della notte“, in grado di vedere al di là dei limiti umani normali, anche attraverso l’oscurità la civetta si sente a suo agio, muovendosi nel silenzio più completo come divenisse parte dell’ambiente.
In altre culture però, ha assunto un significato diverso, simbolo di negatività e malasorte, come per gli Egizi, che credevano che il suo verso profetizzasse la morte, o nella cultura giapponese era considerata portatrice di fame e malattie.
Nell’antica Grecia la civetta era considerata sacra alla dea Atena, e proprio da qui il nome del genere: Athene, quello della specie riporta il nome latino dell’uccello: A. noctua, cioè «notturna»), dea della sapienza ed ancora oggi è raffigurata in molti portafortuna. Questa civetta viene chiamata Civetta di Minerva.
Atena, la dea greca della sapienza, veniva rappresentata con una civetta (o un gufo) appollaiata su una spalla.

Mentre la ritroviamo durante il periodo medioevale, dove veniva associata alla stregoneria. Si pensava che le streghe si servissero di questi rapaci, considerati loro demoni, per realizzare malvagi sortilegi.

Questo rapace, insieme al Gufo, rappresenta la chiaroveggenza. Essendo animali notturni evocano l’oscurità come sinonimo di tenebre e di morte ma, mentre la Civetta, con il suo sguardo acuto penetra il buio, personificando la luce come uscita dalla tenebre indicando la rivelazione, al Gufo spetta un significato negativo, come uccello del malaugurio, annunciatore di morte. Infatti troviamo un riscontro del significato positivo di questo animale notturno nella mitologia antica.

La civetta è carnivora ed è capace di ingoiare le prede intere, salvo poi di rigurgitare, sotto forma di borre, le parti indigeribili (peli, piume, denti, ossa, guscio cheratinizzato degli insetti). Si ciba di piccoli vertebrati e di grossi insetti, come topi, ma consumano anche piccoli insetti, lucertole e pipistrelli.
Nidifica tra marzo e giugno, deponendo dalle 2-5 uova bianche in piccole cavità tra le rocce, negli alberi, nei muri di vecchi edifici, in tane abbandonate di mammiferi di media taglia e poi le cova per circa 4 settimane. In quel periodo è aiutata dal maschio nella caccia. Dopo un mese o poco più i piccoli lasciano il nido ma sono completamente indipendenti solo a 2-3 mesi di vita.

Questo meraviglioso rapace lo possiamo trovare nelle vicinanze dei centri abitati, sia in pianura che in collina. Raramente si spinge oltre i 1.000 metri di altitudine, specialmente durante la stagione fredda quando neve e ghiaccio limitano fortemente la disponibilità di prede.
La specie è distribuita in modo abbastanza omogeneo dal bacino del Mediterraneo fino alla Cina.
Con spiccate abitudini terricole e poco legata agli ambienti forestali, mostra un comportamento spiccatamente stanziale, la civetta predilige le zone ad agricoltura mista con filari di vecchie piante, cascinali, edifici abbandonati, aree industriali nuove o dismesse, dove, nonostante gli effetti negativi dei nuovi sistemi di conduzione agricola, raggiunge densità più che discrete.

I 5 TIPI DI CIVETTA E BARBAGIANNI:

Esistono due grandi famiglie: i Titonidi (2 sottogeneri) a cui appartengono i barbagianni, e gli Strigidi (circa 27 sottogeneri) che riuniscono gufi, allocchi e civette. Possiamo trovarli quasi ovunque, nel mondo.

1. IL BARBAGIANNI FULIGGINOSO
Questa specie si trova nell’Australia sudorientale e in Nuova Guinea, in particolare nelle regioni montuose o costiere e nelle foreste tropicali. È un volatile notturno, dorme durante il giorno nelle caverne, tra il fogliame o nelle cavità degli alberi.
Il Barbagianni fuligginoso è lungo circa 45 centimetri e pesa 1.200 grammi (le femmine sono un po’ più grandi e più pesanti). Il piumaggio è grigio scuro con chiazze bianche, ha il viso a forma di cuore, occhi scuri e zampe piumate.

 

 

2. BARBAGIANNI COMUNE
Anche conosciuto come “civetta dei campanili” ed è uno degli uccelli più diffusi al mondo, ad eccezione del Canada, della Groenlandia, dell’Africa Sahariana e dell’Asia settentrionale e centrale. Misura circa 35 centimetri, ma quando vola può raggiungere i 95 centimetri di apertura alare. Il muso ha la forma di un cuore bianco, proprio come il petto. Le ali e la schiena sono marroni in diverse tonalità. Per cacciare – insetti, anfibi o rettili – muove la sua testa in modo quasi impercettibile e quando identifica una preda, si lancia su di essa con gli artigli aperti, con un’altissima percentuale di successo.

3. CIVETTA CAPOGROSSO
Conosciuta anche come il gufo di Tengmalm, vive nel Nord America centrale e in Europa, in particolare nelle Alpi, nei Pirenei e nei Balcani. È un uccello di montagna che vive nelle foreste di conifere e non si allontana mai dalla zona di riproduzione. Può nidificare ad altezze elevate, nelle aperture degli alberi o nei nidi abbandonati. Qui, la femmina può deporre fino a 10 uova, tra febbraio e giugno. Per quanto riguarda le sue caratteristiche, la Civetta capogrosso è di piccole dimensioni – non supera i 30 centimetri di altezza e pesa 200 grammi – e ha una testa grande. I suoi occhi sono neri e gialli e le piume sono marroni e bianche. È molto attiva di notte, vola per brevi distanze, con battiti veloci e si nutre di toporagni, topi e ratti d’acqua.

4. GUFO DI PALUDE
Sebbene sia un uccello notturno, è uno dei tipi di civette con maggiore attività diurna. Può essere visto in Nord America nord-occidentale, a sud dell’America del Sud, in Europa, Africa settentrionale e Asia settentrionale e meridionale. Preferisce vivere in aree aperte, paludi e coste. Inoltre, migra in inverno verso zone più temperate. Il piumaggio  è marrone, grigio e bianco, gli occhi sono gialli e neri e le ali sono segnate da una striscia chiara e punte nere. Nidifica sul terreno, nell’erba o nelle paludi e depone fino a otto uova di colore bianco, con una differenza di 48 ore tra ogni posa. La femmina le cova per poco più di un mese e il maschio si occupa di proteggere la nidiata, oltre a fornire cibo (prevalentemente topi e altri roditori).

5. CIVETTA BOOKBOOK
Noto anche come Gufastore della Nuova Zelanda, questa civetta vive in Oceania, specialmente in Nuova Zelanda: preferisce habitat boschivi, fitte foreste tropicali, praterie e persino zone vicino ai campi coltivati. Ha abitudini notturne e caccia dal calar della notte all’alba. Le sue prede sono piccoli uccelli, insetti, cavallette, falene e weta (un insetto gigante tipico della regione). Misura circa 30 centimetri, ha una lunga coda e tutto il suo corpo è marrone con chiazze più chiare, mentre gli occhi sono arancioni.

 

 


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