Fauna selvatica e allevatori

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Buongiorno a tutti, questa è una relazione/ testimonianza che ci è giunta  via email da un allevatore, buona lettura.

 

 

Uno degli errori fondamentali che commettono gli allevatori è quello di lasciare liberi di pascolare il bestiame in aree vastissime, e anche quello dello smaltimento di fonti alimentari, invogli fetali, carcasse in attesa di smaltimento o altro. I lupi, come altri selvatici vengono attirati dall’odore di cui sopra, e si avvicinano al bestiame così come alle stalle. La soluzione dovrebbe essere quella che l’allevatore smaltisca velocemente le fonti alimentari. Inoltre dovrebbe essere legiferata con multe salatissime per chi non lo fa.

Gli allevatori, ad esempio di ovini, dovrebbero ritirare gli animali prima di notte e metterli in strutture protette, le recinzioni devono essere sotterrate alla base di almeno 15 cm e alte più di due metri. Questo permetterebbe la messa in sicurezza del proprio allevamento, da eventuali predatori, e quindi, anche a protezione dei campi coltivati, in modo che il proprio duro lavoro, non venga vanificato.

 

Altra soluzione molto valida sono i cani da guardiania, in particolare i pastori abruzzesi, sono a conoscenza che alcune associazioni li regalano proprio per evitare di spendere poi i soldi, per i risarcimenti che le regioni devono sborsare ogni volta.
Ci sarebbe un risparmio enorme per le regioni, se rendessero obbligatorie alcune soluzioni, con questi piccoli ma importanti accorgimenti, e con controlli severi.

Gli allevatori lo sanno bene, ma ovviamente preferiscono denunciare un capo predato ed essere risarciti. (si guadagna e si fatica di meno). Ad esempio, ci sono alcuni capi di bestiame che si ammalano, o cadono nei burroni, rimanendo lì per giorni, così che i selvatici, per loro natura, vanno a cibarsi delle carcasse, che poi invece, vengono mostrati da alcuni allevatori, come capi predati e quindi senza alcun controllo, o fornendo prove non veritiere, fanno richiesta di risarcimento in denaro.

Le regioni, con l’obbligo di recintare il territorio da parte delle aziende agricole, o degli allevatori, avrebbero un gran risparmio, coadiuvato in primis, da controlli effettuati da persone serie, (organi competenti) che non si fanno comprare per due caciotte.

Nell’entroterra sono state segnalate carcasse di animali, gettate vicino ai pascoli o alle stalle che mai vengono smaltite ed è ovvio che attirano in maniera smisurata i selvatici carnivori.

Stessa cosa per gli agricoltori alle prese con gli ungulati. Se un orto si recinta in maniera seria, (assicuro che il costo è minimo) nessun cinghiale o capriolo o daino può raggiungerlo. Chi ha utilizzato questo metodo, assicura che non ha più avuto alcun problema. Insomma, bisogna che chi prende finanziamenti per fare l’agricoltore deve attenersi ad alcune regole, e che i finanziamenti presi, non vengono investiti per la salvaguardia dei loro prodotti, proprio perchè non ci sono controlli adeguati. Facile prendere i soldi e poi non curarsi del bestiame o degli orti perchè tanto ci pensa la regione…

Questa è solo una breve relazione, in base alle testimonianze, di chi vuole davvero promuovere la propria azienda, o quei privati cittadini, che sono disposti a trovare una soluzione adeguata, giusta ed etica.

 


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